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IL NETSOURCING
gennaio 2003, Davide Casaleggio
Valore aggiunto delle Rete = n 2, 3 o 4
+ n * (2, 3 o 4) = valore del servizio principale +
quello secondario
Il prodotto viene creato e/o ne
viene accresciuta l’utilità (aumentandone quindi il valore) dalle stesse persone
che utilizzano il servizio o usufruiscono del bene online. Più saranno i
clienti, maggiore sarà il valore del bene posseduto da ciascuno.
Ci sono QUATTRO LIVELLI DI
PRODUZIONE DI VALORE IN RETE:
1. Si produce un servizio
secondario tramite lo stesso utilizzo del prodotto/servizio.
Il valore viene creato tramite la
fruizione di un servizio primario, che permette di ottenere quello secondario.
Un tipico esempio di questa modalità di produzione è l’aggregazione statistica
di dati relativi a particolari attività e comportamenti in una determinata
industria/mercato.
2. Il valore del
prodotto/servizio aumenta per il solo fatto di essere utilizzato da più
persone.
Perché
il prodotto acquisti valore è necessario raggiungere una massa critica che
permetta una fruizione ottimale
del
servizio da esso consentito. Una volta raggiunta la massa critica, il valore del
prodotto segue la formula di Metcalfe (n 2), dove il fatto di
utilizzarlo per comunicare con sempre più persone ne aumenta il valore
esponenzialmente.
I programmi di instant messaging come C6 e
ICQ necessitano di una diffusione capillare perché abbiano valore: maggiore sarà
il loro utilizzo e maggiore sarà il valore di ciascuna copia. Immaginando di
dover scegliere a parità di funzionalità, quale scegliereste: quello posseduto
da milioni di persone o quello diffuso tra qualche decina di migliaia di persone
nel mondo?
3. Le persone che utilizzano il
servizio vengono coinvolte attivamente nella produzione del servizio
stesso.
In questo caso è necessario dare un
valore immediato alle persone che vogliono partecipare per farle aderire al
servizio e un forte incentivo per farle partecipare in modo continuativo, così
che siano loro a creare il valore ogni volta.
Zagat.com raccoglie, tramite sondaggi online sui
ristoranti, le ultime tendenze e impressioni sulla ristorazione per poi
utilizzarle come contenuto di una pubblicazione (best seller negli Stati Uniti),
arricchito dai commenti degli esperti.
4. Il coinvolgimento
delle persone alla creazione del valore del servizio è passivo: il semplice
utilizzo genera la condivisione delle risorse.
Questo metodo funziona per tutti i
prodotti/servizi che seguono la first copy economy e che di norma non vengono
consumati completamente dal singolo cliente/utilizzatore e quindi possono essere
riutilizzati da altri. Il fatto di non richiedere uno sforzo attivo permette di
creare valore in modo esponenziale in funzione degli aderenti al
servizio.
Oltre al forte
incentivo a partecipare (necessario solo per la prima volta, a differenza del
caso precedente), caratteristica comune a questa quarta tipologia è la
produzione effettuata con risorse distribuite.
Gnutella.com è un software per la condivisione di file
(questa volta generici), che mette direttamente in contatto gli utenti senza
passare per un centro di smistamento centralizzato (ad es. l’indice di Napster),
distribuendo anche lo sforzo di indicizzazione dei file disponibili sui singoli
iscritti.
Un progetto
destinato probabilmente a riscuotere successo è OpenCola, costruito sul
modello di Gnutella per
permettere lo scambio di conoscenza. Il progetto, ancora in fase di
realizzazione, mira a permettere una razionalizzazione e condivisone del
knowledge base di ogni partecipante, creando così la risorsa per
l’informazione.
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