Gli articoli sportivi in Rete
agosto 2004, Davide Casaleggio
Il mercato degli articoli sportivi verso i consumatori in
Rete ha fatturato in Italia, secondo le stime di Anee, circa 6,6
milioni di euro nel 2003
. Quando
Giacomellisport.com era ancora operativo (ora in regime in liquidazione dal
ottobre scorso) si posizionava tra i primi 5 negozi on line per beni fisici (fonte: Jupiter Mmxi) e
fatturava una cifra paragonabile al valore dell’intero settore di oggi (nel 2002
5,2 milioni di euro). Il mercato on line per questo
settore è quindi ancora largamente sotto il proprio
potenziale, rappresentando solo lo 0,5% dell’intero mercato delle
vendite on line.
La vendita on line ai consumer
Le aziende che stanno puntando su questo mercato registrano
ritorni interessanti: per un rivenditore può rappresentare fino al
12% delle sue vendite
. Questo, ad
esempio, il caso di Oliviero.it, il sito di un grande centro commerciale a
Misano Adriatico in provincia di Rimini. “Nel
2003 ha avuto un imponibile di 1,7 milioni di euro ed i primi mesi di quest’anno
indicano che potrebbe raddoppiare nel 2004. Il pareggio economico è stato
raggiunto nel febbraio del 2003” dichiara Fabrizio
Selvagno, responsabile marketing di Oliviero.it.
Anche le
grandi catene di rivenditori come Cisalfa stanno puntando sulla Rete. Già nel ’97 l’azienda ha iniziato a testare le vendite on line senza però
apporre il proprio marchio sul sito, successo solo nel marzo 2000.
Il fatturato del 2003 rappresenta circa il
10% di un punto vendita
ed è stato sostanzialmente allineato con i 450 mila euro
fatturati nel 2002. “Un fatto non certo da imputarsi ad un mercato statico, ma
bensì alla riorganizzazione interna. Durante il 2003, infatti, l’ufficio del
commercio elettronico è stata spostato all’interno del magazzino di Curno, in
provincia di Bergamo, per essere più vicini al prodotto. Tutte le spedizioni
vengono oggi fatte da questo unico magazzino, fatto che permette di ottimizzare
la logistica e di garantire il riassortimento” dice Pierantonio
Locatelli, responsabile del commercio elettronico di Cisalfa. “Nel 2003 è stato anche iniziato un
cambiamento di piattaforma tecnologica che sarà attiva da giungno di quest’anno
e faciliterà ai clienti la ricerca tra gli oltre due mila prodotti a
catalogo”.
I produttori sono ancora in fase di
sperimentazione
per quanto riguarda la vendita on line
B2C. Rovera, leader di settore per il tennis da tavolo, ha iniziato nel 2000 la
vendita on line e “l’anno scorso ha fatturato 90 mila euro con la vendita
diretta” affema Renato Cavinato webmaster di Rovera.
Per la vendita in Rete è importante fare cultura
sul prodotto venduto
e fornire servizi
aggiuntivi come conferma Stefano Ricci, responsabile B2C di Technogym. “Sul sito
è possibile costruire un proprio progetto di arredamento per includere in casa
una palestra con ‘l’architetto on line’ e richiedere maggiori informazioni e
consulenze al numero verde”.
Il
coinvolgimento dei clienti
L’utilizzo della Rete in Italia non è solo limitata alla
vendita on line. Mares, divisione subacquea con sede in Italia del principale
gruppo sportivo mondiale HTM Sport, ha incentrato la propria strategia sul
coinvolgimento diretto di tutti i suoi interlocutori con siti di
approfondimento tecnico
come lab.mares.com e di
coinvolgimento diretto dei propri clienti come mymares.com. “Quest’ultimo ha
diversi servizi dedicati ai vari attori della catena distributiva: minisiti per
i centri diving, offerte promozionali e aule virtuali a disposizione degli
istruttori e da qualche settimana anche servizi di comunità per i clienti
finali. La bontà della strategia è provata dalle 3 mila cinquecento visite
giornaliere e dalle diverse migliaia di professionisti iscritti al servizio”
conferma Davide Garofalo, web manager di Mares.
Il coupon porta il cliente in negozio
Il principale obiettivo di
Maxisport.com, sito di un negozio lombardo, consiste nell’informare i clienti on
line e di portarli in negozio per l’acquisto. Sul sito sono, infatti,
disponibili diversi coupon relativi ai prodotti in vendita in negozio. Stampando
i coupon e portandoli in negozio è possibile ottenere sconti sui prodotti
acquistati. “A gennaio i coupon stampati sono stati circa 350 e circa il 50% di
questi si tramuta in vendite effettive. Visto il discreto successo
dell’iniziativa dalla fine del 2003 è stata iniziata anche la vendita on line”
afferma Giovanni Sala, socio del negozio.
Il B2B dai produttori ai negozi.
L’utilizzo della Rete come strumento
di efficienza della catena di vendita è parte della strategia di Mares che già
dalla fine degli anni ’90 offre ai propri distributori e negozianti un sistema
di ordinazione dei prodotti interamente on line. Sul sito riservato ai
negozianti è possibile anche verificare la situazione ordini con un interfacciamento con il sistema di
controllo del magazzino. “L’obiettivo primario di questo servizio è stato quello
di offrire un servizio migliore abbattendo i costi.
Oggi quasi la
totalità dei rivenditori europei la utilizza, nel mondo la percentuale di
utilizzatori si aggira tra il 60-70%”, conferma Garofalo di
Mares.
Le aste online per la
beneficienza
Sulla principale asta on line tra
consumatori finali, eBay, gli scambi di beni sportivi a livello mondiale coprono
1,7 miliardi di dollari. In Italia i beni sportivi in asta sono
contemporaneamente circa 5 mila e le categorie più ‘vendute’ sono calcio, pesca
sportiva e fitness. “Una quota importante delle vendite è coperta da iniziative
di beneficenza condotte dalle principali squadre di calcio come Inter, Milan e
Lazio. Paola Xavier Zanetti (moglie del capitano dell’Inter), ad esempio, è
riuscita a raccogliere, per i bambini argentini, 93 mila euro lo scorso anno
triplicando il valore dell’anno precedente”, conferma Andrea Polo responsabile
della comunicazione di eBay.it.
Conflitto di canali
Il motivo, che i più indicano come elemento di
freno alle vendite on line, è il conflitto tra canali
distributivi
. La Rete può rappresentare, oggi, al massimo
il 10% delle vendite. Il canale tradizionale rimane quindi preponderante anche
per quelle aziende che investono maggiormente sulla Rete ed è quindi necessario
creare delle sinergie tra produttori e rivenditori. Oliviero.it, ad esempio, si
è integrato a monte con i produttori: “se un
articolo non è presente a magazzino, l’ordine viene girato al produttore che lo
spedisce direttamente al cliente finale”, conferma Selvagno di Oiviero.it. Il
conflitto tra canali emerge soprattutto in caso di ribassi sui prezzi. Locatelli
di Cisalfa.com dichiara, infatti, che “i problemi ci sono stati solo nella fase
di lancio del servizio on line, quando erano esposti prezzi scontati. Gli
addetti al controllo delle grandi marche pensavano che questi corrispondessero a
quelli praticati nei negozi, creando così tensioni con i produttori”. I
produttori, dal canto loro, cercano di smussare i conflitti tra diversi canali.
“La trasparenza dei prezzi con le vendite on line ha fatto sì che i prezzi siano
uniformati anche a livello internazionale” spiega Garofalo di
Mares.com.
Promozione
La promozione delle iniziative in Rete è spesso relegata
all’interno della comunicazione istituzionale affidandosi alla notorietà del
nome (es. Cisalfa.com) o alla sua intuitività, come il caso di Piscina.it la
quale, “limitandosi a qualche scambio banner, per quanto concerne la pubblicità,
frutta al negozio circa 52 mila euro” rivela il titolare Mauro Girotti. Chi,
come Oliviero.it, ha puntato maggiormente nell’utilizzo di strumenti
promozionali on line vede tra “i più efficaci il DEM (direct email marketing) ed
il keyword positioning sui motori di ricerca che hanno un costo per cliente di
circa 10 euro” conferma Selvagno di Oliviero.it.
Un altro canale particolarmente
efficace è “l’inserimento dei propri prodotti all’interno di negozi on line
multimarca come Chl, Misterprice, Alcosto ed altri” come dichiara Cavinato di
Rovera.
Clienti
La
vendita degli articoli sportivi si limita in gran parte al territorio nazionale.
La motivazione è duplice: da un lato ai rivenditori è richiesto da parte dei
produttori di non oltrepassare i confini nazionali, dall’altra le attrezzature
sportive più pesanti come le attrezzature da palestra avrebbero costi di
trasporti troppo elevati. L’età dei clienti va dai 20 ai 50 anni, “nonostante vi
siano casi d’eccezione che dimostrano come il mercato stia maturando
velocemente, come un ultraottantenne che da San Remo ha acquistato un tapis
roulant”, dice Selvagno di Oliviero.it.
Più caratterizzante del cliente tipo,
è la dislocazione geografica. Le zone più attive sono “quelle non coperte da
grandi catene di magazzini sportivi come il Sud” dice Cavinato e “quelle dove il
marchio del negozio è conosciuto, ma la presenza dei magazzini è limitata”
dichiara Locatelli di Cisalfa.
Prodotti più venduti
Gli articoli sportivi venduti on line
“sono soprattutto le calzature sportive e gli integratori
alimentari; dal punto di vista del fatturato è il tapis roulant”
rivela Selvagno di Oliviero.it. “Gli oggetti più richiesti sono anche
caratterizzati dalla difficoltà di reperimento nei negozi (es.
taglie forti) e dalla necessità di recapito a casa
(es. oggetti ingombranti)”.
L’originalità dei prodotti è una
caratteristica segnalata anche da Locatelli di Cisalfa che evidenzia come le
“collezioni create ad hoc per la catena di negozi da parte dei produttori hanno
maggior successo perché non si possono trovare
altrove”.
Scegliere i prodotti ideali per la
Rete è stata l’idea di Technogym, che “online ha puntato soprattutto su prodotti
facili da trasportare e dal prezzo limitato come i Wellness Tools pensati per i
viaggiatori che vogliono tenersi in forma venduti tra i 100 ed i 300 euro”
dichiara Ricci di Technogym.
La convenienza economica è l’attributo
che segnala Sala di Maxisport: “i prodotti più acquistati sono quelli dove il
cliente è più attento al prezzo come elettrostimolatori, attrezzature subacquee
e calzature”.
I prezzi degli articoli sportivi variano fortemente,
“partono dai 5 euro delle corde da salto ai 2.200 euro dei tapis roulant di
fascia alta” dice Sala di Maxisport. “Sulle aste tra consumer in Italia si
arriva fino ai 28.000 euro per una barca a vela” rivela Polo di eBay.
Lo scontrino medio varia dagli 85
euro di Cisalfa, ai 130 di Rovera, fino ai
150
euro degli acquisti fatti su Oliviero.it
La
caratteristica che accomuna tutti i venditori è la stagionalità dei prodotti.
Nei casi in cui la gamma è per una sola stagione questa caratteristica è più
marcata: su piscina.it, ad esempio, le vendite sono concentrate in soli 4 mesi,
da maggio ad agosto.
Punti
chiave:
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Il
mercato degli articoli sportivi venduti on line in Italia vale 6,6 milioni nel
2003.
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Le
vendite on line per un negozio possono rappresentare fino al 12% delle
vendite.
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Il
50% dei coupon stampati dalla Rete si trasformano in vendite effettive in
negozio.
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Il
B2B verso i negozianti è già al 100% per alcuni
produttori.
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La
vendita on line porta ad una trasparenza e conseguente livellamento dei prezzi a
livello internazionale.
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Un
nuovo cliente per articoli sportivi venduti on line costa 10 euro in
promozione.
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Il
tapis roulant è il prodotto che fattura di più on
line.
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Lo
scontrino medio si aggira tra gli 85 ed i 150 euro.
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